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Monthly Archives: December 2010
Nice Italian Review In “Musica Jazz”
http://www.musicajazz.it/columns/13
Partiamo dal nome, curioso e d’un certo appeal, quanto meno sonoro: Kneebody. La traduzione italiana equivale all’improbabile termine: ginocchio-corpo. «Mia moglie l’urlò quasi per gioco. Cercavamo un titolo per un brano e alla fine è diventato il nome del gruppo». Ce lo racconta Ben Wendel, che assieme a Shane Endsley, Kaveh Rastegar, Nate Wood e Adam Benjamin compone i Kneebody.
Questo quintetto all’americana, formatosi tra i banchi dell’Eastman School of Music e il CalArts (California Institute of the Arts), è tra le band più suggestive e futuristiche in circolazione. La critica di mezzo mondo ne riconosce l’originalità.
Ben suona ogni sassofono, Shane la tromba, Adam, Kaveh e Nate (rispettivamente a pianoforte, basso e batteria) costituiscono la ritmica. L’assetto (Kaveh lo definisce: «traditional jazz quintet orchestration») allinea i Kneebody su un asse immaginario che comprende il quintetto del «Jazz At Massey Hall» (Parker-Gillespie-Powell-Mingus-Roach, 1953) e i gruppi di Joe Henderson e Woody Shaw.
Fin qui nulla di nuovo. Senonché il basso è elettrico, e assieme al pianoforte convivono clavinet, Fender Rhodes e sintetizzatore. C’è pure la melodica. Effetti di ogni sorta, soprattutto a pedale, contribuiscono a creare un insieme sonoro articolato e molto ben definito. Per i Kneebody l’effettistica non è un colorante. La poetica del gruppo dipende molto da quei suoni continuamente elaborati e combinati. Il quintetto è un’autentica unit of sound, che scivola da una sezione all’altra dei brani gestendo volumi e dinamiche di ogni tipo.
Miles Davis Quintet, Elliot Smith, D’Angelo, Queens of the Stone Age, Led Zeppelin, Xtc, Claudia Quintet, Jim Black’s Alas No Axis, Ron Miles, Bill Frisell, Radiohead, Brad Mehldau, Deerhoof, Weather Report, Wayne Shorter, Nels Cline, i Beatles, Caetano Veloso sono le principali influenze. Senza la compresenza delle tre dimensioni (acustica, elettrica ed elettronica) risulterebbe difficile rendere in maniera completa quest’universo di ascolti. Inevitabile che una tale varietà comporti un alto tasso di indefinibilità.
«La nostra musica è talmente cambiata ed evoluta negli anni», ci racconta Kaveh, «che è davvero difficile definirla. Lascio l’incarico a qualcun altro». Per Ben il nome Kneebody funziona come una maschera: «Volevamo qualcosa che fosse corto, facilmente memorizzabile e che non rivelasse che genere di musica suonassimo». Eppure di fronte alla domanda diretta: «Siete propensi a considerare la vostra musica come jazz?», nessun tentennamento, «Yes!».
Esordio ufficiale con «Kneebody», secondo titolo della Greenleaf di Dave Douglas, seguito dal bellissimo «Low Electrical Worker» e da «You Can Have Your Moment».
Un complesso sistema d’entrate (system of musical cueing) guida la musica del gruppo. Tocca a Shane illustrarcelo: «Abbiamo progressivamente sviluppato una serie di frasi [Nate ne conta tra quaranta e cinquanta] che segnalano i cambiamenti che vogliamo fare nel corso di un brano. Lo abbiamo importato da gente come Steve Coleman, James Brown, Wayne Krantz. Ognuno di noi può suonare una di queste frasi per cambiare chiave, volume, tempo, direzione, metro, eccetera. È un aspetto assolutamente unico del gruppo». E nei Kneebody si è leader a turno.
Assieme a Theo Bleckmann registrano «Twelve Songs By Charles Ives», in finale ai Grammy 2010 (categoria Best Classical Crossover Album): «Fu Kent Nagano [ricordate il direttore di Zappa con la Lso?] a proporci l’idea. Eravamo l’elemento new music del Munich Opera Festival 2007». Si tratta di una delle rarissime incursioni in jazz nel repertorio di Ives: dodici canzoni trattate come standard.
Ma è in «A Jazz Life» (Kind of Blue), che trovi i Kneebody che non ti aspetti. La band accompagna in incognito il clarinetto di Tony Scott in quella che sarà la sua ultima registrazione: «Lavorare con Tony è stata un’esperienza intensa e ricompensante. I ricordi sono incredibili. Siamo molto orgogliosi di aver potuto suonare con questa leggenda del jazz».
Luca Civelli
Midwest Tour…
December 6th – 8th
Residency at University of Michigan
Thursday, December 9th
Kneebody and Endangered Blood – feat. Chris Speed, Jim Black, Trevor Dunn (from Mr. Bungle), Oscar Noriega
Old Main Chapel
1600 Pleasant St. – CU Campus in Boulder
Doors at 8:00 Show at 8:30
$12 for students $20 for general admission
Free Kneebody workshop Dec. 9th from 4:30-6:00 in IMG room 160, CU Campus
Friday, December 10th
Dazzle Jazz
7pm and 9pm
930 Lincoln St
Denver, Colorado 80203
Phone: 303.839.5100
All Ages
$15
Ticket link: http://www.dazzlejazz.com/index.php?s=20&item=2242
2011 SHOWS
UPCOMING SHOWS: 2011
JANUARY:
-Sunday, January 23rd – Kneebody at The Falcon, 8pm, 1348 Route 9W in Marlboro, NY.http://www.liveatthefalcon.com/#Kneebody
-4 Nights Of Kneebody: w/ Wayne Krantz, Busdriver, Daedelus & Mark Guiliana
January 26th- with special guest Wayne Krantz
January 27th- with special guest Busdriver
January 28th- with special guest Busdriver + Mark Guiliana
January 29th- with special guest Daedelus (Fourbody set, Nate Wood playing bass & drums simultaneously)
$12 advance, $15 at the door / advance tickets at : http://spsounds.com/
Facebook Event Page: http://www.facebook.com/event.php?eid=132656560126747
MARCH:
-Europe Tour:
18th – Padova, Italy
19th – Saalfelden, Austria
21st – Modena, Italy
22nd – Castleverde, Italy
24th – Cenon, France (Le Rocher De Palmer)
25th – Masterclass at Edim School
26th – Paris, France (Duc Des Lombards)
APRIL:
7th – Gene Harris Festival. Boise, Idaho
JUNE:
5th to the 12th – Teaching Residency at Banff International Workshop
JULY:
2nd – Iowa City Jazz Festival
16th – Austin City Chamber Music Festival
OCTOBER:
Tentative Europe Tour: Italy, France, Switzerland, Germany